hippie trail

Hippie Trail: rivivere la tratta Europa-Asia simbolo degli anni ‘70 non è semplice

In Città, Diari di viaggio, Location, Mare, Montagna, Natura by Deborah Farinon

C’è stato un tempo in cui si viaggiava insieme, con poco, vivendo emozioni a colori uniti nell’amore libero: Hippie Trail in viaggio verso l’Oriente.

L’Hippie Trail in passato era l’unico sistema che molti avevano per girare il mondo. Un mondo più oppresso dalla società, ma più libero dalle paure. I giovani, incuriositi anche dalle tante canzoni che raccontavano di terre lontane, intraprendevano un viaggio verso l’ignoto. L’Hippie Trail oggi è un viaggio impraticabile. Anche vivendo in una società più libera, le paure della guerra e i pregiudizi non ci permettono più di vivere uniti nell’amore libero come in passato.

Hippie Trail

hippie trail

hippie trail (http://pixdaus.com)

L’Hippie Travel era il viaggio via terra che partiva dall’Europa ( Londra o Amsterdam ) e finiva in Asia: la meta più ambita solitamente era l’india, ma i veri temerari si spingevano anche oltre, c’è chi si dirigeva anche verso l’Australia. Questo famoso percorso era intrapreso da coloro che avevano la voglia di girare il mondo, ma che non ne avevano la possibilità economica. Così fu creato un itinerario a tappe in cui gruppi di Hippie si aiutavano l’uno con l’altro, viaggiando insieme ed unendo tutte le risorse di cui disponevano.

Lo scopo del viaggio era giungere in India per incontrare una Guida o Maestro spirituale (Guru), ma a dirla tutta era anche un itinerario per raggiungere diverse zone in cui trovare droga, sesso ed avventura. L’esperienza delle droghe, infatti, era parte integrante della Hippie Trail, per questo motivo le tre K erano le tappe fisse: Kaboul, Kathmandu e Kuta (Bali).

Come si viveva l’Hippie Trail

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hippie trail – i beatles in india (http://3.bp.blogspot.com)

L’Hippie Trail era un viaggio che si affrontava con pochi soldi in tasca e con tanta voglia di vita. Solitamente si partiva in gruppo o singolarmente (e ci si univa poi ad altri anche sconosciuti). Lo scopo fondamentale era attraversare l’Europa ed arrivare in Asia, attraverso un percorso ormai prestabilito. Il viaggio si sarebbe affrontato con mezzi di fortuna, da auto sgangherate a bus di contrabbando al consueto rito dell’autostop.

L’Hippie Trail più che una vacanza era un vero e proprio viaggio della speranza, di vita. Affrontare questo percorso significava scoprire altre culture, confrontarsi con altre realtà. Molto influì anche la musica: tanti furono ispirati dai Beatles e dal loro viaggio spirituale in India. Tutto questo costituiva, inoltre, un modo particolare per percorrere le vie per raggiungere “la connessione spirituale con la propria anima”. L’Hippie Trail, infatti, aveva diversi scopi: primo su tutti il raggiungere un Maestro spirituale, o Guru, che li conducesse alla pace interiore. Ma in realtà questo cammino era un modo per attraversare quelle zone in cui venivano prodotte le droghe più diffuse in quel momento.

Dei tanti che intrapresero questo cammino molti non tornarono: tanti hippies si fermarono in quelle zone aprendo dei luoghi di accoglienza per altri hippies di passaggio, facendo di quei luoghi così lontani la loro casa.

Come si presenta oggi l’Hippie Trail

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hippi trail – kabul oggi (http://i1.trekearth.com)

In molti, oggi, hanno provato ad intraprendere nuovamente l’Hippie Trail, ma è diventato un viaggio più pericoloso da affrontare. Molti di quei luoghi non sono più raggiungibili via terra poichè gli scontri ed i bombardamenti hanno modificato molto il territorio. Queste guerre hanno reso le città luoghi ad alto rischio soprattutto per i turisti. Infatti mentre prima si potevano vedere, ad esempio, donne dai biondi capelli girovagare senza alcun pericolo, oggi molti usi e costumi sono severamente vietati e si incorre in punizioni assai gravi. È importante, infatti, per chi vuole comunque affrontare questo viaggio, informarsi per tempo di tutte le direttive da seguire e della situazione presente nel territorio.

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Hippie Trail: rivivere la tratta Europa-Asia simbolo degli anni ‘70 non è semplice ultima modifica: 2017-10-02T17:00:41+00:00 da Deborah Farinon
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Deborah Farinon

In volo sulle ali della mia fantasia! Così mi descrivo sin da quando sono una bambina, perché così è come mi sento: sono curiosa e adoro farmi stupire continuamente da ciò che mi circonda, amo la natura, le sfide, la creatività. Tutto questo mi ha permesso di diventare la persona che oggi sono e fare il lavoro dei miei sogni! Non si deve mai aver paura di mettersi in gioco!!!
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